Il paesaggio di Capri

 

La Certosa di San Giacomo a CapriEnglish

Il paesaggio di Capri

Quando il pittore giunse a Capri nel 1900, circondato da una natura incontaminata, si dedicò ad una pittura simbolista ed al paesaggio, espressione della sua anima in una scrittura segreta e criptata, dal forte connotato simbolico.

L’isola, con la sua natura pervasa da un forte senso cosmico, con le sue rocce e le sue misteriose grotte, espressione simbolica del ventre materno, luogo di metamorfosi e di rigenerazione, fu la principale fonte d’ispirazione per l’artista. Sull’isola Diefenbach ritrova l’Eden vagheggiato, l’ispirazione più intima, di fronte a quel mare tremendo e bellissimo e a quelle aspre rupi da lui adorate. Nei dipinti realizzati a Capri nell’ultimo periodo della sua vita, egli ritrasse il paesaggio dell’isola dagli scorci più panoramici, scoperti durante le sue frequenti passeggiate: Marina Piccola, il Monte Solaro, il Castiglione e il Pizzolungo. Motivi preferiti e ricorrenti erano, dunque, le coste dell’isola, le sue grotte, i Faraglioni e l’Arco Naturale, dipinti in maniera estremamente fedele alla natura, quella stessa natura che Diefenbach riteneva divina. Impressiona fortemente la scelta dei toni scuri, tenebrosi, cinerei ed il particolare utilizzo della luce: una luminosità “uranica” vince le ombre, creando un’atmosfera surreale e sospesa nel tempo, con bagliori e zone oscure in paesaggi irreali, tempeste marine che avvolgono con spumeggianti onde le coste, giochi di ninfe sorte dal mare e lo spettacolo offerto all’uomo inerte e passivo di una natura dominatrice e superba.

 

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The Certosa di San Giacomo in CapriItaliano

The Landscape of Capri

On arriving in Capri in 1900, surrounded by uncontaminated nature, the painter dedicated himself to both symbolist and landscape painting. His painting in this period is a secret, cryptic expression of his inner voice and soul, with strong symbolic connotation.
The island, with its nature pervaded by a strong cosmic sense, with its rocks and mysterious caves, symbolic expressions of the maternal womb, is a place of metamorphosis and regeneration and was the main source of inspiration for the artist. On the island, Diefenbach found a long yearned for Eden, the most intimate forms of inspiration in front of that terrible and beautiful sea and those rugged, much adored cliffs. In the paintings completed in Capri during the last period of his life, he portrayed the landscape of the island from the most panoramic views, discovered during his frequent walks: Marina Piccola, Monte Solaro, Castiglione, and Pizzolungo. Favourite and recurring motifs were, accordingly, the coasts of the island, its caves, the Faraglioni and the Arco Naturale (“Natural Arch”), and nature is faithfully reproduced, that same nature that Diefenbach considered divine. The choice of dark, shadowy and melancholic tones, and in particular the use of light, are impressive: a brightness overcomes the shadows, creating an atmosphere that is surreal and suspended in time, with flashes and dark zones in surreal landscapes, sea storms that envelop the coasts with sparkling waves, games of nymphs born from the sea; ultimately the spectacle offered to man, inert and passive before a dominant and magnificent nature.

 

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Ultimo aggiornamento

25 Luglio 2021, 20:41